Da capo a Piedi nell’acqua, Azione collettiva, 18/07/2013 – Spazio off, Pontassieve

Da capo a piedi nell’acqua, azione collettiva |
è il risultato di un’attività di studio e lavoro condivisa dagli artisti: Beatrice Bartolozzi, Carla Paiolo, Gianni Ricci, Giorgia Valmorri, Martina Grkinic, Meri Iacchi e Simona Lotti nell’ambito del workshop “Sense of community #4” diretto e curato da Silvia Petronici in collaborazione con Spazio OFF. Buone pratiche culturali, coordinato dall’architetto Marco Merlini.

parco fluviale copia.jpg

Il lavoro collettivo risultato dai nove giorni del workshop riflette sull’importanza del fume e sulla sua perduta centralità non solo nella vita degli abitanti del borgo ma anche nel luogo Parco Fluviale. Riflette contemporaneamente sulla pratica artistica come occasione di ritessitura di trame sociali interrotte e sul suo procedere virtuoso dalla ricerca teorica e formale in direzione di un risultato concreto, movimento questo, sintetizzato dal titolo dove il capo e i piedi sono i due termini del passaggio dallo studio e la ricerca alla vita. I piedi che raggiungono l’acqua, fuori da qualsiasi metafora, sono quelli di tutte le persone coinvolte, degli artisti, dei partecipanti invitati all’azione e della gente di Pontassieve. I piedi nell’acqua, la disposizione al gioco, la deriva urbana, l’approvo imprevisto. Questa ricerca sul senso di comunità ha visti impegnati artisti, curatrice, galleria e comunità cittadina in un movimento di continui collegamenti, di connessioni e di scoperte che come primo risultato hanno posto la questione della responsabilità e della riappropriazione. I frammenti dei rifiuti, che gli artisti hanno nobilitato ritagliandoli e imbustandoli, sono un invito appunto alla responsabilità e alla presa di coscienza, prima di tutto, su ciò che alieniamo come non nostro e che al confine di questa distanza ingombra il nostro spazio vitale rendendolo inospitale. I rifiuti siamo noi. Sono parte di noi, delle nostre scelte e delle nostre pratiche quotidiane. Gli artisti prestano il loro impegno poetico per estendere una richiesta di attenzione che sembra essere il fiume stesso a rivolgere alla gente del posto. Rispondere a questo invito – di cui gli artisti sono i messaggeri – significa o potrebbe significare assumersi questa responsabilità ricreando il collegamento perduto con il fiume da un lato e con le nostre stesse parti dimenticate, quelle alienate nella posizione di scarti di cui non farsi più carico.

 

Il fiume di questo lavoro è il luogo d’origine simbolico ma è anche il luogo potenziale da riscoprire. Chiedere alla gente del posto di rispondere a questo invito, per gli artisti, significa avviare con uno scambio un processo di restituzione di senso. La forma dell’offerta, un frammento di materiale residuo delle nostre stesse vite, predispone con una modalità gentile a questo scambio. La potenzialità dell’incontro con ‘acqua esperita nella dimensione ludica dagli artisti stessi non vuole essere simbolo di un modo ipotizzato come corretto ma solo un invito a ritrovare questo contatto. (tratto dal testo di Silvia Petronici scritto a margine del lavoro collettivo)

 

Da capo a Piedi nell’acqua, Azione collettiva, 18/07/2013 – Spazio off, Pontassieveultima modifica: 2013-07-24T19:21:42+02:00da bb734
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento